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Di qualche giorno fa è la notizia della morte delle audiocassette. Oggi una nuova notizia apre altre porte al mercato della musica digitale: We7.

Negli anni ‘80 le televisioni commerciali rivoluzionariono il settore radiotelevisivo. Quello che fino ad allora era stato un mercato monopolistico stava aprendosi alla concorrenza delle trasmissioni, e delle reti. La rivoluzione non era in questo. La pubblicità rendeva un servizio gratuito agli utenti. Niente più canone insomma. Si poteva guardare i programmi televisivi senza esser costretti a dover elargire una somma annuale allo Stato. Unico inconveniente, un messaggio pubblicitario all’interno delle trasmissioni. Roba da poco.

Da oggi la pubblicità ha un nuovo committente. Non è un’altra televisione commerciale. E’ la musica. La Repubblica pubblica la novità. Il cantante Peter Gabriel (ex dei Genesis) ha istituito il progetto We7, un sito dov’è possibile scaricare musica legalmente. Chi paga i costi è la pubblicità. Dopo anni di lotta alla pirateria musicale, a siti p2p, al digitale killer, finalmente una buona notizia. Basterà effettuare una semplice registrazione al sito per poter scegliere il brano da scaricare. Ad ora sono pochi i cantanti da ascoltare, ma il tempo porterà forse ragione a questo progetto. La canzone che viene scaricata, in formato Mp3, contiene, all’inizo del brano, qualche secondo di jingle pubblicitario. Roba da poco. 

Benvenuto, dunque, We7.

I media da giorni giocavano alla totogiornata di Blair. Quando si dimetterà? La quota più alta era data ad oggi, 10 maggio. Chi aveva scommesso su questa giornata, è il caso di dirlo, ha sbancato la lotteria. Il Times riporta la notizia, e gli altri quotidiani gli dedicano un trafiletto. Tony Blair, alle 9am, ha annunciato le sue dimissioni dopo 10 anni al n°10 di Downing Street. Per sei settimane (il tempo che gli occorre per fare le valigie e lasciare il timone al Ministro delle finanze e responsabile massimo dell’economia Gordon Brown, attuale cancelliere dello Scacchiere) Blair girerà il mondo, portando prima le sue felicitazioni al nuovo presidente francese, Sarkozy; volando poi in America dal suo alleato, stringendogli per l’ultima volta la mano vestito del suo incarico ministeriale. Concluderà poi il suo viaggio facendo un tour nel sud Africa, che, come afferma il suo portavoce è un continent that has been one of his leading priorities”.

Sono passati 10 anni da quel 1° maggio 1997 in cui Blair riportava al vertice del governo il partito laburista, dopo 18 anni di esilio. Per tre volte riconferma il suo mandato, ma l’ultimo avrà termine prima dell’effettivo decadimento. Non c’è dubbio che ciò che ha amareggiato gli elettori inglesi di entrambe le parti politiche è il coinvolgimento, ma soprattutto l’esito della missione in Iraq. A questo si aggiungano anche i sospetti di corruzione e critiche per un eccesso di “spin”, di persuasione occulta e strategia mediatica, che lo hanno fatto talvolta apparire più immagine che sostanza.

Sondaggi affermano che per gli inglesi Blair verrà ricordato per tutti i soldati uccisi nel sanguinoso conflitto iracheno,. Ma c’è chi , come il biografo Philip Stephens, afferma che la storia sarà molto più clemente nei confronti dell’ormai ex premier laburista.

 

Per approfondimenti

“The eject  buttom on music tapes has been pressed for the last time”. Così sul Telegraph di qualche giorno fa, si è appresa la notizia che il digitale ha ucciso davvero qualcuno, o qualcosa. Il 7 maggio da Currys, importante catena di elettrodomestici made in UK, si è celebrato il funerale alle audiocassette. Dalle pagine del quotidiano inglese, Currys afferma che il giorno 07/05/2007 interromperà la vendita delle audiocassette. Una tecnologia che ha segnato le vite di molti adolescenti, con la possibilità di editare facilmente musica, con la sua carica emotiva e sentimentale (quanti hanno ricevuto una dichiarazione d’amore con le cuffiette del walkman nelle orecchie, e quanti hanno pianto sulle note della musica registrata sul nostro nastro magnetico?), con la sua facoltà intrinseca di rompersi con estrema facilità. Una tecnologia che da questo maggio 2007 sembra ormai destinata a sparire. Per sempre. La giustificazione che viene data alla fine del suo commercio è ovviamente il sopravvento di nuove tecnologie che hanno cavalcato la scena musicale negli ultimi 15 anni. Prima il Compact disc, ed in questi ultimissimi anni la stangata Mp3 che hanno definitivamente messo al bando la musica registrata su nastro magnetico. E’ vero, il digitale, e soprattutto l’Mp3 hanno sfruttato al meglio le teorie e le pratiche dell’ascolto in cuffia, “inventate” proprio dall’audiocassetta e dal suo uso nel walkman. L’Mp3 ha saputo reinventarsi una pratica dell’ascolto, ha saputo costruire nuovi rapporti con l’ambiente e con la società, ma, ricordiamoci , senza l’audiocassetta e il suo walkman, forse sarebbe dovuto partire da zero. Ed ora, care audiocassette, addio.

La cosa bella di quando si aspettano i mezzi pubblici per andare al lavoro, è l’ometto con un giubbotto rosso che ti consegna un giornale freepress, augurandoti una buona giornata. E la cosa bella di questi giornali è che in poche righe riescono a riassumerti i principali fatti della giornata. A mio avviso è un modo, alquanto efficace, per stimolare l’attenzione dei lettori più “lettori”, di coloro cioè che, a mio avviso, amano sfogliare le pagine dei quotidiani, apprendere e approfondire le notizie dalle pagine giallastre piuttosto che da un telegiornale-gossip (Studio Aperto, per intenderci!).

Ebbene, oggi, da uno di questi quotidiani gratuiti in distribuzione nella Capitale  , un articolo ha destato la mia attenzione, forse perché precaria, forse per speranza: “L’Italia è promossa su conti e lavoro. […]Buone notizie anche sul fronte dell’occupazione: secondo il rapporto Unioncamere 2007, quest’anno l’occupazione crescerà dell’1% proseguendo il trend di crescita dal 2000 ad oggi”.

WOW! Forse rientrerò anch’io in queste prospettive occupazionali???

E ancora “nel 2007 il 26% delle imprese italiane si dice intenzionato ad effettuare assunzioni, con un incremento rispetto al 2006 del 3%”.

Ma allora c’è qualche speranza!!!

Al di là di qualche battuta e di qualche sorriso che può stamparsi sulle labbra nella lettura dell’articolo, penso che sia una notizia abbastanza seria, e da tenersi in considerazione. Le testate più importanti riferiscono quanto le manovre della Finanziaria “prodiana” stiano dando i propri frutti: risanamento dei conti pubblici, abbassamento del PIL dal 2,9 al 2,1%, diminuzione della precarietà. Molte volte si è contestato il modo di agire del Premier, molte volte e tanti, in troppi (diciamo la verità però, che son quelli che hanno sempre trovato vantaggio dal governo Berlusconi) si sono scagliati contro l’aumento delle tasse, contro la politica risanatoria del buco nero lasciato dal precedente governo, e dai governi remoti; contro le forti decisioni del capo dell’Ulivo. Si è parlato tanto e male. Ma forse quello che è stato riportato oggi può far tacere quelli che non hanno creduto che tutto ciò che viene e verrà fatto, è per far risollevare sulle proprie gambe il paese della tarantella e del mandolino, delle arance e dei limoni, della patria dei guerrieri romani e dei gladiatori. Insomma, c’è da sperare. Anche se è vero che tutto ciò che viene detto debba sempre essere verificato sul campo. Bisogna dunque vedere se si sta guarendo, se è vero che “si è passati dalla polmonite alla buona salute”

Spero di ritrovarmi su questo blog, tra un anno, e verificare se tutto quello che ci è stato promesso (intendo a noi precari) si risolverà, che le aziende possano aprire gli occhi, che il nepotismo possa finalmente lasciare il posto alla meritocrazia, che l’Italia possa essere finalmente una nazione competitiva e apprezzata non solo per la pizza e il cappuccino…

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