La cosa bella di quando si aspettano i mezzi pubblici per andare al lavoro, è l’ometto con un giubbotto rosso che ti consegna un giornale freepress, augurandoti una buona giornata. E la cosa bella di questi giornali è che in poche righe riescono a riassumerti i principali fatti della giornata. A mio avviso è un modo, alquanto efficace, per stimolare l’attenzione dei lettori più “lettori”, di coloro cioè che, a mio avviso, amano sfogliare le pagine dei quotidiani, apprendere e approfondire le notizie dalle pagine giallastre piuttosto che da un telegiornale-gossip (Studio Aperto, per intenderci!).
Ebbene, oggi, da uno di questi quotidiani gratuiti in distribuzione nella Capitale , un articolo ha destato la mia attenzione, forse perché precaria, forse per speranza: “L’Italia è promossa su conti e lavoro. […]Buone notizie anche sul fronte dell’occupazione: secondo il rapporto Unioncamere 2007, quest’anno l’occupazione crescerà dell’1% proseguendo il trend di crescita dal 2000 ad oggi”.
WOW! Forse rientrerò anch’io in queste prospettive occupazionali???
E ancora “nel 2007 il 26% delle imprese italiane si dice intenzionato ad effettuare assunzioni, con un incremento rispetto al 2006 del 3%”.
Ma allora c’è qualche speranza!!!
Al di là di qualche battuta e di qualche sorriso che può stamparsi sulle labbra nella lettura dell’articolo, penso che sia una notizia abbastanza seria, e da tenersi in considerazione. Le testate più importanti riferiscono quanto le manovre della Finanziaria “prodiana” stiano dando i propri frutti: risanamento dei conti pubblici, abbassamento del PIL dal 2,9 al 2,1%, diminuzione della precarietà. Molte volte si è contestato il modo di agire del Premier, molte volte e tanti, in troppi (diciamo la verità però, che son quelli che hanno sempre trovato vantaggio dal governo Berlusconi) si sono scagliati contro l’aumento delle tasse, contro la politica risanatoria del buco nero lasciato dal precedente governo, e dai governi remoti; contro le forti decisioni del capo dell’Ulivo. Si è parlato tanto e male. Ma forse quello che è stato riportato oggi può far tacere quelli che non hanno creduto che tutto ciò che viene e verrà fatto, è per far risollevare sulle proprie gambe il paese della tarantella e del mandolino, delle arance e dei limoni, della patria dei guerrieri romani e dei gladiatori. Insomma, c’è da sperare. Anche se è vero che tutto ciò che viene detto debba sempre essere verificato sul campo. Bisogna dunque vedere se si sta guarendo, se è vero che “si è passati dalla polmonite alla buona salute”
Spero di ritrovarmi su questo blog, tra un anno, e verificare se tutto quello che ci è stato promesso (intendo a noi precari) si risolverà, che le aziende possano aprire gli occhi, che il nepotismo possa finalmente lasciare il posto alla meritocrazia, che l’Italia possa essere finalmente una nazione competitiva e apprezzata non solo per la pizza e il cappuccino…