
Perdono. Condono di pena. Attenuazione di pena. Concessione. Dilazione. Moratoria. Tutto questo è meglio conosciuto sotto il nome di INDULTO.
Con il voto del Senato, il 29 luglio 2006 è stato definitivamente approvato il disegno di legge che – raccogliendo consensi trasversali nella maggioranza e nell’opposizione – ha introdotto un provvedimento di indulto. Si tratta, nella fattispecie, di uno sconto di pena per chi ha commesso reati fino al 2 maggio 2006. Ovviamente ci sono delle esclusioni: l’indulto non è applicabile ai reati di terrorismo (compresa l’associazione eversiva), strage, banda armata, schiavitù, prostituzione minorile, pedo-pornografia, tratta di persone, violenza sessuale, sequestro, riciclaggio, produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, usura. Nessuno sconto di pena nemmeno per chi è stato condannato per mafia. Ma dai?
Il Presidente della Repubblica Napolitano affermò, dal carcere di Rebibbia, che l’indulto è un passo eccezionale e necessario per l’ammodernamento della giustizia e delle carceri.
Fassino, rispondendo alla domande di una giovane curiosa sul provvedimento, afferma:
“Abbiamo detto sì all’indulto, dunque, non per favorire qualcuno, ma perchè era una risposta necessaria, doverosa e non più eludibile all’emergenza delle carceri”.
Bertinotti, dopo l’approvazione alla Camera del disegno di legge, commenta alle reazioni
“oggi è una bella giornata” perché “quando le istituzioni sono capaci di atti di clemenza che alleviano anche una pena supplementare a quella comminata dal giudice, visto il sovraffollamento delle carceri, è la dimostrazione che vince la natura dello stato di diritto”.
Con l’indulto, dunque, chi non ha commesso reati “gravi” può tornare a riprendere in mano le redini della propria vita. Ma, a nove mesi dall’entrata in vigore della legge, il 12% dei detenuti fuori grazie allo sconto di pena ha fatto rientro in carcere. Questo perché l’indulto dà i suoi frutti.
Tirando le somme, cosa viene fuori dall’indulto? Che tenendo più ordinate e “vivibili” le carceri, la società troverà giovamento? Che chi vede di nuovo la luce del sole, dopo aver commesso delitti “non gravi” (ovviamente), avrà una condotta ammirevole? Che non accadrà nulla a nessuno? Tutto vero? Non credo. Ricordo che, qualche mese dopo l’entrata in vigore della legge, una ragazza venne uccisa dal suo ex ragazzo, uscito grazie all’indulto per aver commesso un reato “non grave”: violenza sessuale. Ovviamente la legge ritiene questo un reato che può garantire uno sconto di pena. Riporto di nuovo le parole di Fassino:
“Abbiamo perciò lavorato ad un testo equilibrato e ragionevole, che, rispetto ad indulti del passato, comprende la più lunga lista di reati esclusi dall’applicazione dell’indulto: associazione sovversiva; tutti i reati connessi al terrorismo; […] tutte le forme di violenza sessuale”.
Ovvio che si sbaglia.
Cito altri casi:
- “Un tossicodipendente di 37 anni, Vincenzo D’Errico, con varie rapine alle spalle, ha confessato l’omicidio di Luigia Polloni, la commessa di 63 anni di Chiari (Brescia) trovata morta ieri pomeriggio nel bagno del colorificio Isso Color di Caravaggio (Bergamo). Il movente dell’assassinio sarebbe una rapina. D’Errico era stato scarcerato per l’indulto”.
- “E’ durata solo qualche ora la libertà per due detenuti usciti grazie all’indulto dal carcere di Macomer (Nuoro). Per festeggiare la scarcerazione, alle 18, hanno deciso di entrare in un bar ma, dopo essersi dati all’alcol, hanno attirato l’attenzione di una pattuglia della polizia. Alla richiesta delle generalità gli agenti si sono visti aggredire. Così entrambi sono stati nuovamente arrestati, poco prima delle 23”.
- “ESCE CON L’INDULTO E SCHIAVIZZA DUE SORELLE”
- “ESCE CON L’INDULTO E RITORNA A PICCHIARE I GENITORI”
- “INVESTE E UCCIDE UNA DONNA: L’INDULTO GLI CANCELLA LA PENA”
- “AGGREDISCE VICINO DI CASA, ARRESTATO 42ENNE”
- “MALATO DI MENTE, ERA «RINSAVITO» CON L’INDULTO”
I casi sono innumerevoli, e sul blog http://noindulto.blogspot.com è possibile leggere tutti gli effetti che ha provocato l’indulto ai detenuti “graziati”. Naturalmente, effetti positivi.E’ pur vero che alcune volte si vuol dare colpa alla fazione opposta (in questo caso la destra alla sinistra) anche quando le cose non sono come sono. E’ il caso della strage di Erba. Il presidente dei senatori Lega Nord Castelli aveva incolpato, ancor prima che si potessero formulare ipotesi, il tunisino Azouz per aver sterminato l’intera famiglia. Prova incriminante? Azouz era uscito da poco dal carcere grazie all’indulto.
Le ultime parole famose. Avrà mai chiesto scusa il Ministro Castelli al povero vedovo? Misteri dell’indulto.